mercoledì 25 giugno 2014

Hime-chan No Ribbon

Pubblicato da Unknown alle 10:22
Dopo essermi resa conto che come scrittrice ho fallito miseramente e che, ahimè, è inutile continuare a provarci e riprovarci quando l'unica cosa che ti riesce bene è impostare i puntini sulle i, mi sono ributtata nel mondo dei fumetti. Non centra assolutamente il fatto che, finalmente, un'anima pia (e pelata) abbia deciso di aprire una fumetteria in quel piccolo paesello di montagna qual è Feltre. E spero sappiate cogliere il mio sarcasmo.
E' infatti grazie a questo motivo se la mia testa ora è sempre china su un fumetto diverso al giorno; sia ben chiaro, lo era anche prima ma c'era sempre il fattore corriere: se avessi voluto leggere un manga, mi dovevo affidare a Bartolini ed ero stufa di sorbirmi occhiataccie dal fattorino. Mi affidavo quindi al buon vecchio internet, riducendomi a leggere scan, cosa che non ho mai sopportato in quanto fangirl di vecchia data che vuole sempre avere cose originali.

Un po' perchè, seppur fallita, sono pur sempre una scrittrice, un po' perchè ho voglia di far conoscere al mondo ciò che amo (non mi limiterò infatti a parlare solamente di fumetti o manga), ho quindi deciso di aprire questo dannato blog.
Quindi, direi che posso iniziare.

Come primo post ho scelto di scrivere riguardo Hime-chan No Ribbon, perchè lo sto rileggendo in questo periodo, cosa alquanto strana dato che ho acquistato i volumi appena un mese fa. Solitamente per farmi rileggere un manga, è necessario che scorrano diversi mesi, perchè altrimenti rischio di annoiarmi e di non toccare mai più i volumi in questione.
Ma con quello che in Italia è famoso per essere ricordato come Un Fiocco Per Sognare, Un Fiocco Per Cambiare, non è successo, anzi. Nonostante fossero passate poche settimane, la voglia di rivedere la mia Hime-chan, la protagonista, era così forte che, senza che me ne accorgessi, ero seduta sul letto a sfogliare per la seconda volta il primo volume.



Le ragazze nate nei primi anni novanta come me, se la ricorderanno sicuramente: l'anime veniva trasmesso verso le otto di sera, cosa che mi impediva di visionarne gli episodi, in quanto mio padre fissato con i telegiornali (lo è tutt'ora) e mi dispiaceva non poterlo seguire. Ogni tanto mio padre era però spinto da una strana indole buona e concedeva a me e a mia sorella, lo sfizio di vedere quella che in Italia veniva chiamata Himi, imbarcarsi sull'ennesima avventura assieme all'inseparabile Pokota.
Himeko (che in giapponese significa principessa, piccola principessa) la ricorderete sicuramente: capelli corti e biondi, occhi scuri e l'immancabile fiocco rosso dietro la testa. Questa bambina di prima media, è solita comportarsi da maschiaccio, aderendo a partite di calcio o baseball durante la ricreazione, aprendo le porte a calci ed infischiandosene se la divisa si sporca, finendo così con il tornare a casa con indosso la tuta da ginnastica che usa solitamente durante le ore di educazione fisica.



La piccola Himeko però, ha un animo molto dolce e sensibile, insomma, come tutte le ragazze normali della sua età: è infatti innamorata di un senpai del suo club scolastico, quello di recitazione, ed in casa, al sicuro nella sua cameretta, oltre a tenere un diario dove racconta gli ultimi sviluppi fra lei e il suo senpai, c'è il piccolo Pokota. E' un leoncino di peluche che, subito dopo essere nata, il padre di Himeko le ha regalato affinchè non si sentisse mai sola.



Una sera, mentre Hime-chan si chiede perchè non possa essere dolce e aggraziata come la sorella più grande (che si scoprirà essere innamorata e corrisposta del senpai per cui la piccola Hime ha una cotta), lancia uno sguardo fuori dalla finestra: lì, su un ramo di un albero e con la grazia di un fiore appena schiuso, Erika fa la sua prima apparizione.



Erika non è altri che l'Alter Ego di Himeko nel Paese della Magia, del quale fa parte e ne è la futura regina. Rivelerà infatti ad Hime-chan che sta studiando per quell'evento e, questo studio, consiste nell'affidare il fiocco magico all'essere umano che fa la sua controparte nel mondo in cui viviamo. Il fiocco in questione darà il potere ad Himeko di trasformarsi in chi vuole, ma solo in persone esistenti. L'arco della trasformazione non deve superare i sessanta minuti, altrimenti Himeko sarà costretta a restare per sempre nei panni della persona in cui si è tramutata.
Così iniziano le avventure di Hime-chan assieme al piccolo Pokota, tenuto in vita dal potere del fiocco magico.
Tanti sono i personaggi che caratterizzano questo manga: basti pensare a Daichi, il ragazzo che Himeko non riesce a sopportare ma di cui, piano piano, si innamorerà (e chi non si innamorerebbe di un ragazzo che corre sempre in tuo aiuto, rischiando addirittura la propria incolumità?), Sei Alley, futuro re del Paese della Magia al fianco di Erika, la fastidiosissima Hikaru Hibino, innamorata a tal punto di Daichi da fondare addirittura un fanclub! 



Ogni singolo personaggio ha la sua funzione, il suo ruolo, ed è caratterizzato in modo tale da adempierlo nel migliore dei modi: basti pensare al fastidiosissimo temperamento di Hibino, che la spingerà più volte a scoprire (quasi) il segreto di Himeko, che ritiene sua eterna rivale, o alla spavalderia di Sei Alley, che finirà nello sciogliersi in un'adorabile goffaggine.
Durante l'arco di tempo in cui Himeko custodisce il fiocco datole da Erika, la piccola riesce a fare una crescita non solo a livello corporeo, ma anche spirituale. La si vedrà infatti abusare inizialmente del potere del fiocco, tanto da ritrovarsi ad interpretare una sfilza di star dello spettacolo solo per salvare il proprio club scolastico! 




Dopo diverse vicende però, capirà che non è necessario affidarsi alla forza di quel fiocco prodigioso, ma anzi, è bene non abusarne e arrangiarsi, tirandosi su le maniche e dando il meglio di se.
Piano piano, Himeko capirà che è solo grazie alla sua, di forza, e alla sua determinazione che certe situazioni solo risolvibili e non facendo affidamento al potere spaventosamente grande racchiuso nel fiocco.
Ma i pericoli, i pianti e, addirittura, le ferite curate in una stanza d'ospedale, non fanno altro che avvicinare Himeko e Daichi e, perchè no, anche personaggi secondari come Hikaru Hibino che, nell'ultimo arco del manga, sarà di fondamentale rilevanza e importanza.
Durante i capitoli, l'autrice tende più volte a ricordare ai lettori (ma soprattutto alle lettrici) che la femminilità non sta solamente nel vestirsi bene ed avere un trucco perfetto. Sta anche nell'animo di una ragazza, nei suoi principi e nei suoi modi di pensare. Più volte la piccola Himeko si sentirà dare del maschiaccio (uno dei suoi compagni di classe le chiederà addirittura se è stata assunta in un gay bar) ma, a discapito delle apparenze, la nostra protagonista apparirà sempre più femminile agli occhi di tutti, soprattutto a quelli di Daichi, grazie alle mille esperienze che la segneranno per via del fiocco rosso che porta in testa.



Io non so se sia perchè mi riporta indietro all'estate di tanti anni fa, ma sono particolarmente affezionata a questo manga. Che sia per la dolce ingenuità di Himeko, per la sua forza, per l'amicizia che la lega al suo fidato Pokota, per l'amore che nutre per Daichi, non riesco a non provare tenerezza quando parlo di lei, o del manga in generale. Più volte mi sono ritrovata a guardare i volumi di Hime-chan No Ribbon e pensare "Ah, la mia Hime-chan..." con quel velo di malinconia che solo una madre può provare, mentre guarda il proprio figlio diventare grande.
Il tratto della mangaka è pulito e particolareggiato, quel tanto che basta per darti la sensazione di essere lì con tutti loro.
Dalle prime pagine del primo volume, inizierete a chiedervi che cosa succederà di lì a poco, come riuscirà la nostra portagonista a togliersi dai guai e come sarà la fine, se dolceamara come si preannuncia o se ci aspetta qualche inaspettata sorpresa...
Non vorrete più finire di leggere, e spererete di vedere ancora quel diavoletto dai capelli biondi anche se, ahimè, sarete ben consci di stringere fra le mani l'ultimo volume.
Io stessa mi sono chiesta se l'autrice avesse mai dato vita ad un seguito, ad uno spin-off, ma ciò non è accaduto.
Ed è meglio così.
La storia è completa, perfetta in quasi tutti i dettagli, ma caratterizzata dall'ingenuità e dagli errori dei mangaka dei primi anni novanta. Ciò però non toglie nulla ne al manga ne alla mangaka, che secondo me ha svolto un lavoro stupendo.
Hime-chan No Ribbon è senza dubbio uno dei migliori majokko/shoujo mai scritti e disegnati.

Che fate, siete ancora lì?




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